10 febbraio, 2008

Essere Vincente






















Se vuoi essere un vincente in questa vita
e trovare la felicità interioree spirituale
sii sincero con te stesso,
datti uno scopo da raggiungere e lotta con coraggio e amore
per raggiungere tale scopo
Sebastiano Moscuzza

09 febbraio, 2008

08 febbraio, 2008

Armonia nel Creato




















Nel creato tutto è armonia,
eccetto l'uomo moderno
Sebastiano Moscuzza

Ricordo di Ciccio






















Anna Bialeska
Ritratto di Francesco Allegra
Olio su tela cm 40x60

Caro Ciccio
La tua semplicità, la tua purezza,la tua saggezza hanno saputo interiorizzare gli eventi umani lasciando trasparire dalla tua persona e in particolare dal tuo viso, una serenità e una pace che avvolgevano tutti coloro che ti stavano vicino, lasciando così un ricordo indelebile in coloro che ti conobbero e ti stimarono

Sebastiano Mosuzza

04 febbraio, 2008

La mia lingua è una tigre

La mia lingua è una tigre: se non la tengo a bada, mi divorerà.
Dovrei provare a dirlo ad un innamorato, al giudice che deve decidere anche per altri, all’amante non corrisposto e al condannato che chiede più giustizia.
Il primo perderà tempo, brucerà occasioni più favorevoli – forse si lascerà alle spalle terra salata: non bruciata, per favore!, non siate banali. Sulla terra bruciata cresce più rigoglioso il fiero asparago, dal sapore forte quando è crudo, capace di resistere anche nelle avversità, nella sete; sulla terra bruciata più ardito cresce il frumento, quello che ha sopportato ben altra morte del fuoco, marcire e poi rifiorire, rinascere.
L’amante non corrisposto, innamorato e pazzo, lascerà dietro di sé parlando terra salata: difatti su quella terra dovranno scendere nuovamente molte acque – molte lacrime – per far sì che il gusto tagliente del sale sia comprensibile, e non soffochi tutto dentro la bocca. Dovrei dirlo ad uno che vada in esilio, di tenere a bada la propria lingua: “Tu proverai sì come sa di sale/ lo pane altrui, e come è duro calle/ lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale” – ecco ciò che porta la terra salata, antico insulto che i popoli recavano per non perdere la memoria dopo una guerra, poiché a tutti capita d’essere vincitori, e a tutti vinti.
Del resto, a chi si chiede giustizia per una “non giusta” condanna? Al giudice superiore. Chi controlla però, i Giudici? Sopra la Legge non v’è nulla. A ragionare bene, non v’è nemmeno il Potere Assoluto, quello di un Re. Difatti rex e regula, la “regola” che serve per misurare qualcosa, per dire se “rientra” o “non rientra” nella “norma”, sono fratello e sorella, termini uniti indissolubilmente.
Un Re, attenzione: non l’Imperatore – questi ha solo un potere militare, una forza bruta che non si esprime col cervello e col cuore, ma solo con le braccia, le armi. L’Imperatore non è un Sovrano Assoluto – le forze trovano equilibrio; gli Imperi cadono.
Le regole no. Rimangono.
Per questo motivo dovrei dire di tenere a bada la tigre della lingua al Giudice: “Cosa vuol dire avere/un metro e mezzo di statura,/ve lo rivelan gli occhi/e le battute della gente,/o la curiosità d'una ragazza irriverente/che vi avvicina solo/per un suo dubbio impertinente:/vuole scoprir se è vero/quanto si dice intorno ai nani,/che siano i più forniti della virtù meno apparente,/fra tutte le virtù la più indecente.//Passano gli anni, i mesi,/e se li conti anche i minuti,/è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti;/la maldicenza insiste,/batte la lingua sul tamburo/fino a dire che un nano è una carogna di sicuro/perché ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo.//Fu nelle notti insonni/vegliate al lume del rancore/che preparai gli esami, diventai procuratore/per imboccar la strada/che dalle panche d'una cattedrale/porta alla sacrestia, quindi alla cattedra d'un tribunale/giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male.//E allora la mia statura/non dispensò più buonumore/a chi alla sbarra in piedi mi diceva "Vostro Onore",/e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,/prima di genuflettermi nell'ora dell'addio/non conoscendo affatto la statura di Dio.//”
Solo un nano dello spirito potrebbe condannare questo Giudice: ma l’altezza media, oggi, non cresce più di tanto…

Mosè

LE RIFLESSIONI DI MOSE'

"Mosè"
A parte l'energia che infonde (lo si sente pronunciandolo a voce alta - Mosè), è una figura illuminante di quello che oggi chiameremmo "Mediatore culturale" o "Divulgatore scientifico", cioè quella persona che sa già che non arriverà ai vertici della conoscenza, che la vedrà, la osserverà, ma quel tanto che basta per invogliare gli altri a proseguire il cammino... Infatti Mosè, arrivato sulla Valle del fiume Giordano, dinanzi alla Terra Promessa che aveva cercato di raggiungere per quarant'anni, morì, senza entrarvi. Mi sembra una preziosissima lezione di umiltà, in questi tempi in cui ci si affanna a mostrarsi per farsi vedere "belli", "generosi", "sapienti", e invece ci si mostra vuoti. Uuuhhhh!