30 maggio, 2010

GINA PARDO


Sabato 29 maggio alle ore 18,30 nei locali della galleriaRoma Elena Idone e Luigi Amato presentano la mostra personale dell'artista siracusana Gina Pardo.
Artista poliedrica dai contenuti inusuali Gina Pardo riesce a coniugare elementi diversificati e tecniche raffinate cogliendo aspetti reconditi e complessi dell'immagine.
Colori e segni, sogni e realtà si alternano ordinatamente mostrando una luce mediterranea che sintetizza con grazia l'esistente.

Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero



Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com

24 maggio, 2010

PIAZZA ARCHIMEDE




Giovedì 27 maggio alle ore 18,30 nei locali di galleriaRoma di via Maestranza 110 la prof.ssa Mariarosa Malesani parlerà di PIAZZA ARCHIMEDE

La nostra Piazza Archimede si chiama così perché ci doveva essere una statua di Archimede che rendeva omaggio al più grande e conosciuto cittadino, ma ....
Nascita, trasformazione e completamento dello spazio urbano di Ortigia che dava alla cittadinanza un luogo di aggregazione alternativo a Piazza Duomo che per secoli era stata destinata al potere politico e religioso.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

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17 maggio, 2010

La tonnara di Santa Panagia


Per i giovedì della galleria il 20 maggio alle ore 18,30 Fabio Morreale parlerà della Tonnara di Santa Panagia situata a nord di Siracusa, nell'omonimo promontorio.
Si parlerà della Tonnara ‑ ormai chiusa nella periferia di Siracusa, tra il pontile d'attracco delle petroliere dell'insediamento industriale ISAB, a nord, e il quartiere di Santa Panagia a sud, dell'ambizioso progetto di ristrutturazione della Regione Siciliana al fine di trasformare la Tonnara nel "Museo del mare", del quale si è perduta ogni traccia, cosi come l’idea di creare un centro polifunzionale di ricerche per la salvaguardia, conservazione e sfruttamento delle immense risorse biologiche del mare.

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10 maggio, 2010

MECCANICA QUANTISTICA


Giovedì 13 maggio alle ore 18,30 LA MECCANICA QUANTISTICA alla galleria Roma relatore il prof. Enzo Monica
Principi elementari di Meccanica Quantistica la scienza che ha messo in crisi la ricerca della verità e la certezza della realtà.
Ma cosa è questa meccanica quantistica?
Più volte in questi ultimi tempi si è sentito parlare di fisica e meccanica quantistica. Attratti dalle moderne visioni del mondo che scaturiscono dalla nuova scienza, ne hanno parlato filosofi, artisti, letterati.
In effetti, la meccanica quantistica nasce intorno agli anni ’30 del secolo scorso ed è un modello matematico appositamente creato per giustificare alcuni fenomeni naturali.
La sua interpretazione però ha aperto molte questioni che sono state e sono ancora foriere di dibattiti e interesse tra gli scienziati, i filosofi e gli artisti.
Le idee che scaturiscono dallo studio della meccanica quantistica hanno affascinato non solo i cultori della materia, ma anche chi è interessato all’unificazione della cultura umanistica e della cultura scientifica, nonché chi ricerca i legami tra la visione mistica e spirituale dell’oriente e quella razionale e tecnico-scientifica dell’occidente.
La “sovrapposizione degli stati” nelle particelle elementari, il principio di indeterminazione di Heisemberg, il dualismo onda-corpuscolo nella materia, sono i concetti che Enzo Monica cercherà di illustrare in modo semplice ed elementare.

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26 aprile, 2010

ANELITI DI VOLUTTA’ E INCANTAMENTI


Venerdì 30 aprile alle ore 18,30 Salvo Sequenzia presenta la mostra personale di Angelo Scroppo

ANELITI DI VOLUTTA’ E INCANTAMENTI
Note sulla pittura di Angelo Scroppo
Versami, figlia dell’Etere, il succo più
cupo, il fluido cristallino, l’umore
che rapido scende dai picchi e
si scioglie dietro di te…
Rosita Copioli, Per Hölderlin

di Salvo Sequenzia
Dalla pittura di Angelo Scroppo il silenzio della forma si eleva in un canto lirico, voci di inquiete presenze attraversano le alture dell’Assenza, consumandosi nello specchio dell’infinito.
Angelo Scroppo dialoga tra il sapere dell’inconscio e il sapere dell’istinto.
La sua pittura è luogo dove la memoria sedimenta in substrati di sostanza amniotica, calda, avvolgente, grande "acqua primordiale" che suscita trame segrete di forme, di figure, di visitazioni o epifanie che irrompono con potenza simbolico-immaginativa in una narrazione figurativa intensa, vibrante, carica e consapevole di un assoluto coinvolgimento sensoriale.
Un intermezzo di muti fantasmi, che appartengono alla dimensione onirica dell’artista, proietta la psychè nel punto di sintesi tra altezza creativa e percezione di una interiorità ancestrale, e ogni cosa vive per misteriosa sympatheia, come a dimostrazione di un oscuro esistere oltre l’apparenza.
E’ una coscienza evocativa che traccia nello spazio la prospettiva di un impianto formale oscillante, sapientemente variato dalle tinte oscure a quelle più calde. Soluzioni pittoriche capaci di risaltare la visionarietà della forma raffigurata. Sguardi e aneliti di nudità flautate e smaganti, ineffabili oscula, gesti fermati nel tempo immemore, incontri sospesi come "agli orli della vita", nella liquescenza di un sentimento umbratile, ove donne attendono solitarie e silenti, sensuose e illusive, e ci chiamano, propiziando voluttà e incantamenti.
Sono recuperi mnestici di un universo tellurico, ctonio, femminile, percorso da energie sotterranee, rarefatte, brividate da arcane presenze che, fissate in una luce ferma, danno profondità, senso e misura allo spazio con la loro verticalità e custodiscono dentro di sé il mistero della generazione, del perenne e metamorfico ciclo della natura.
Lontana nel tempo, erratica e solitaria, l’indagine artistica di Angelo Scroppo si eleva scomponendo e ricomponendo rapporti di sintesi pittorica impossibili da coniugare se non fossero fondati su un’autentica consonanza poetica, capace restituirci visioni intense, esperienze di senso e di vita. Il pittore, qui, restituisce l’amplexus – all’abbraccio che si scioglie in fusione di corpi, di sguardi, di anime – alla sua dimensione panica, al suo ritmo primigenio, elaborando un ciclo figurativo sedotto da presenze incantate eppure traversate da una forza metamorfotica, densa e precisa, affilata e urgente.
La marcata espressività, affidata anche ai contrasti cromatici e a un metissage compositivo variato e ibridato, delinea le curve del pensiero, percorso frastagliato come le coste dell’insula – la Sicilia - cui Angelo Scroppo è legato, un perimetro interiore entro il quale risuonano vibranti pennellate: Labirinto, temenos, spelonca, bosco delle Eumenidi, spazio sacro disseminato di diluviante energia cosmogonia.
Un mondo anteriore e remoto, una physis incorrotta e aurorale, accostabile all’heilge Zeit di Hölderlin – il tempo sacro – è quello che Angelo Scroppo ci svela, seguendo un itinerario orfico in cui egli diviene peregrinus, viator incantato, rapito da abbracci tenaci di creature straniate.
Grande semplicità e forza visiva comunicano sfumature di sensazioni dormienti nella profondità. In essa scivola il silenzio della mente, del reale vissuto.
Tracce di realtà e aloni di sogni affiorano dalle pitture dell’artista senza mai dichiararsi, come memorie di cose viste, interiorizzate, assorbite e affidate, ora, al pennello, per "ragionamenti" di cuore, sul filo della riflessione riflessa nella percezione dell’immagine: labirinto sensitivo, incessante evocazione, intima persuasione, ipnosi. Passato, presente, labile vissuto.
Le opere di Angelo Scroppo sono sedimentazioni di attese e di ascolti silenti, capaci di portare allo scoperto significati latenti che si arricchiscono progressivamente nel tempo. In ogni quadro l’atmosfera è colore e il colore è atmosfera. Tonalità cangianti riverberano un’impressione di allucinata realtà, carica ora di consonanze armoniche, ora di morbide e drammatiche melodie, mentre superficie e profondità – deformate e complesse - sembrano allargare il campo d’azione per condurci inaspettatamente nei luoghi della percezione.
Da una teatralità aperta a un vasto spettro di suggestioni e presagi, oracoli e destini si animano nella loro maestosa natura, in cerca di entità perse tra i labirinti dell’inconscio. Il colore modula il corso delle immagini, tende a sostituirsi alla puntualità del tratto, suscita evocazioni lirico-evocative, e, sottesa alle figurazioni femminili, enigmatiche e beffarde, agisce in silenzioso delirio una rete di simboli che Scroppo distilla con antica sapienza e profondo sentire.
E’ una pittura che induce alla meditazione quella di Scroppo, che ci fa sentire un intimo senso di poesia, una plasticità luminosa capace di rischiarare la composizione. Il cromatismo costantemente appassionato seduce con un suggestivo lirismo in grado di insinuarsi nelle morbide linee corporee, e la sua anima è protesa verso l’infinito; ne percepiamo le vibrazioni, i palpiti, i fremiti che nascono da un silenzio introspettivo, dove la forma trasmuta e si fa «bocca d’aria che cerca bacio», si fa «mano di vento che vuole carezza».
Luminose ebbrezze, vertigini di culminazioni cromatiche, fantasie erotiche tenuissime creano una atmosfera barocca e surreale, ottenuta con giochi allucinati di chiaroscuri, con rimandi cifrati a una numerologia esoterica (il ritmo triadico che scandisce le presenze femminili), a un sapere allusivo, a un sentire che si fa balsamo di dolori e di angosce, di assenze, dolce memorare senza luogo né tempo, in cui l’universo e la vita sono colti in una circolare, lieve e ariostesca armonia, dove «mai tace il colloquio nascosto, mai posa la voce segreta»

Organizzazione e
Direzione Artistica: Corrado Brancato

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19 aprile, 2010

Giovedì 22 aprile alle ore 18,30 nei locali di galleriaRoma incontro con Corrado Di Pietro su " Le preghiere e i canti religiosi del popolo siciliano"


Giovedì 22 aprile alle ore 18,30 nei locali di galleriaRoma incontro con Corrado Di Pietro su " Le preghiere e i canti religiosi del popolo siciliano"


“Il popolo ha elaborato nel tempo un proprio vangelo, ricavato non solo dai quattro scritti canonici ma anche da altre fonti apocrife che hanno circolato per tanto tempo in Sicilia. È un vangelo parallelo, domestico, semplice e immediato, ricco di affetti e di sentimenti popolari, dove entrano in un sincretismo ingenuo e immaginifico angeli e demoni, santi e maghi. Tuttavia, sostanzialmente, intatto e appropriato rimane il messaggio evangelico, inserito nei canoni ecclesiastici e nella concezione cristiana della vita. Le preghiere sono rielaborate di sana pianta, secondo modi e forme tipiche della cultura popolare, e accompagnano il fedele ad ogni ora della giornata: dal momento del suo risveglio fino alla sera quando va a dormire. I canti invece lo accompagnano nel lavoro e nella preghiera della festa, nei sacri riti della liturgia cristiana, e lo esaltano anche nelle forme più squisitamente artistiche: nel teatro, nella poesia, nelle recite parrocchiali.”

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