21 marzo, 2008

Quid vita est?

All'amico Ciccio Allegra

Ora è tempo che io possa
contemplare il cielo stellato
e - abbandonati i sogni che mi sedussero -
fare l'anima sazia di bellezza.
La terra ti sia lieve,
e mite il sonno della morte
che ti avvolse,
poichè anche tu
o amico tenero e gentile,
fosti alla terra
-per il tempo breve di tua vita-
un peso lieve e gentile.
Possa tu contemplare per sempre
non da straniero
la sconvolgente bellezza di Dio.

Enrico Adorno
gennaio 2008

18 marzo, 2008

Amore supremo












Theodore Gericault- La zattera della Medusa 1819


La vita dell'uomo sopra la terra,è una dura prova che si può superare solo se guardiamo il supplizio di Gesù Cristo in croce, come esempio di supremo amore.

Sebastiano Moscuzza

16 marzo, 2008

I giovedì della Galleria






Appuntamenti Settimanali con la Cultura

13 marzo, 2008

Ortofotocarta digitale di Ortigia




















Ineguagliabile strumento di documentazione, la fotografia aerea costituisce una ricca fonte d’informazioni basilari per gli studi e le ricerche sui beni culturali di natura territoriale ed ambientale; essa risponde alle esigenze di studiosi e tecnici preposti alla salvaguardia del territorio e offre idonei strumenti di controllo, conservazione e tutela dei beni archeologici, paesaggistici, naturali ed architettonicourbanistici siti in aree stratificate e complesse come sono, ad esempio, i centri storici. La disponibilità di una serie di riprese aeree effettuate in quote e tempi diversi, può inoltre fornire ulteriori informazioni che, opportunamente integrate, permettono di delineare l’evoluzione storica della forma urbis, valutando le trasformazioni succedutesi nel tempo.
L’ ortofotocarta, uno speciale tipo di cartografia fotografica che unisce alla precisione metrica delle carte tradizionali, la qualità delle immagini fotografiche prodotte con tecnologia digitale, costituisce un prezioso supporto conoscitivo ed un efficace strumento di lavoro, che consente di effettuare una serie di operazioni un tempo difficoltose, se non addirittura impossibili, come l’impiego metrico e tematico dell’elaborato, la sua riproduzione, l’elaborazione e l’aggiornamento.
L’ Ortofotocarta digitale a colori alla scala 1:500 del centro storico di Siracusa, definita nel 2005, si inserisce nell’ambito di un’attività produttiva aero-cartografica avviata dal Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione dei beni culturali e ambientali per una più puntuale conoscenza dei beni culturali del territorio siciliano. Attraverso l’esposizione delle 15 tavole a colori in scala 1:500 dell’intero centro storico di Ortigia e dei 4 ortofotopiani in scala 1:200 di alcuni ambiti di particolare interesse, quali il Tempio di Apollo, il Castello Maniace, il quartiere della Giudecca e Piazza Duomo, si intende dare ampia diffusione ai risultati raggiunti favorendone la conoscenza e la fruizione e, al contempo, offrire ai cittadini una diversa percezione del centro storico stesso.
L’ Ortofotocarta digitale è a disposizione degli utenti presso l’Unità Operativa X Aerofototeca del Centro che si configura come archivio di raccolta, conservazione e gestione dei documenti aerofotografici e cartografici, sia storici che attuali, dell’intero territorio siciliano.

La memoria dei padri e delle madri


In questi tempi in cui alle mamme capita di sentirsi dire che sono delle assassine (diremmo cinicamente “Meno male che il titolo se lo guadagnano anche senza l’aiuto di pubblici censori”, quando i media purtroppo ci informano dell’ultimo infanticidio…) perché difendono un diritto di scelta, salute e libertà come quello a praticare l’interruzione volontaria di gravidanza, ai padri capitano guai ben peggiori.
Tutto dipende da quel che madri e padri lasciano nella memoria, dai loro avvertimenti – e da una semplice lettera.
Avvisare qualcuno, stargli sempre alle costole o alle calcagna o col fiato sul collo (espressioni di caccia, di inseguimenti e appostamenti) per non fargli commettere errori, significa imporre un monito. Letteralmente vuol dire “non far perdere la memoria”: tant’è che “ad-monire” ha il senso di “far ricordare” a qualcuno quali sono le regole alle quali si è trasgredito.
Questa è una cosa seria, se perfino il denaro, già nell’antica Roma, veniva chiamato Moneta, dal nome di Giunone Moneta (cioè “Giunone l’Ammonitrice”) che aveva avvisato i cittadini della Repubblica (a proposito: dovremmo ricordarci di più cosa voglia dire “repubblica”, e chissà che non ci sia da fare esercizio anche su questo tema…) dell’attentato dei Galli alle porte della Città Sacra. Tanto fu importante l’avvenimento che la Zecca fu istituita proprio dalle parti del tempio della dea per farne memoria, e non dimenticare che pur col denaro, senza il ricordo delle regole, non si compra la libertà.
Monito, che in latino suona “monitum”, ha il suo diretto antenato in “monium”…
Non a caso la “memoria” che lascia un padre è quella non solo e non soltanto del denaro, ma della conquista della libertà di usare le proprie sostanze: è il “patri-monium”.
Mentre la memoria che lascia una madre è quella di una unione che proprio sulla libertà si fonda – quella lineare libertà per cui si può scegliere di sacrificare sé stessi o di indirizzare al meglio la vita e la salute propria ed altrui: è il “matri-monium”.
Fra le semplici regole che si stagliano nette all’orizzonte del diritto romano, ve ne sono tre che probabilmente non valevano specificamente in materia giuridica, ma ci fanno pensare a dei valori comuni e diffusi – magari saranno dei semplici sogni; ma chi sogna bene sogna due volte, per sé e per il mondo…
Allora, nell’ordine, si viene a sapere che “Alterum non ledere” (“Non offendere, non danneggiare alcuno”) è la versione laica di qualcosa a noi biblicamente familiare – ed è posta come prima massima fondamentale.
Da questa discende la consapevolezza logica, prima che concreta, che “Suum cuique tribuere” (“Dai a ciascuno il suo”), seconda massima come conseguenza inevitabile del primo principio.
Il fatto è che vi è sempre qualcosa di indimostrabile razionalmente, qualcosa in fondo, che non si regge senza l’apporto di una dimensione “sentimentale”, diremmo quasi “divina”: il coronamento di quelle due massime infatti, chiude lo spazio concettuale ponendosi su un piano differente.
“Pacta sunt servanda” (“Le parole, gli impegni, i patti si devono rispettare”): e come fare senza la memoria, senza il ricordo? Come fare, se si è privi del “monium”, quello del padre – che concerne le proprie sostanze – e quello della madre – che è un esempio d’amore anche nei momenti più difficilmente comprensibili?

Mosé

10 marzo, 2008

I Colori del Sacro
























Mostra Collettiva
"I Colori del Sacro"
Presentazione: Salvatore Zito
Luogo: via Maestranza 110 Siracusa
Data: 15-25 marzo 2008
Inaugurazione: 15 marzo 2008
Ore: 18,30
Orario di Apertura: dal martedì alla domenica 17,00 - 20,30
Organizzazione e
Direzione Artistica: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero


Info: 0931/746931
0931/66960
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.
mailto:comgalleriaroma@gmail.
http://www.galleriaroma.it/

Nella lettera che il Papa indirizzò "a quanti con appassionata dedizione cercano nuove epifanie della bellezza per farne dono al mondo", c’è l’esortazione agli artisti a continuare "quel fecondo colloquio della Chiesa" con gli uomini dell’arte che per molti secoli "non si è mai interrotto". Arte e religione - precisa il Pontefice - sono connesse e interattive: l’artista come artefice "dà forma e significato" a una materia che già esiste imitando quello che ha fatto Dio dal nulla.
Attualmente si sta vivendo in tutto il mondo un risveglio del sacro e la Galleria Roma sensibile a tutto questo, in occasione della Pasqua, organizza la mostra collettiva di scultura e pittura “I COLORI DEL SACRO” . I soci dell'Associazione Culturale Nuova Galleria Roma si confrontano col tema religioso dando forma e colore ad un meraviglioso mondo in cui domina l’iconografia cristiana.